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Acting Languages Academy, III° Livello -  Creazione in Ensemble "Cechov Studio"


Acting languages Academy iii LIVELLO 

Čechov STUDIO 

Creazione in Ensemble

The Meinser Technique con  Irina Casali, insegnante Meisner Techue in Italia con maggiore anzianità di insegnamento a Milano
Acting LAnguages Academy - Attori Meisner Technique Milano
The Meinser Technique con  Irina Casali, insegnante Meisner in Italia con maggiore anzianità di insegnamento a Milano
Acting LAnguages Academy - Attori Meisner Technique Milano
Acting Languages Academy, III° Livello -  Creazione in Ensemble "Cechov Studio"

Riportare a casa Eleonora Duse

RIi A CASA ELEONORA DUSE ​​

Acting Languages Academy - RED Riportare a casa Eleonora Duse

R   E   D

RIPORTARE A CASA ELEONORA DUSE

Direzione  Artistica Irina Casali

True Acting Institute Certificate Training Program

Quando Cechov vide Eleonora Duse per la prima volta,

in Cleopatra di Shakespeare, disse:

Non conosco l’italiano,

ma ha recitato così bene che mi sembrava

di comprendere ogni parola.  

Che attrice meravigliosa!

Anton Cechov - Acting Languages Academy Milano
Eleonora Duse -Acting Languages Academy Milano

"L'essere umano  è ciò in cui crede"

​​​​

 


 

Intitolato al maestro russo, il Čechov  Studio costituisce il III LIVELLO della formazione Acting Languages Academy, diretta da Irina Casali.  

Si rivolge a coloro che abbiano già completato il II LIVELLO  (Meisner Studio) e proseguano la formazione nello Studio con il rinnovo della Membership.

Il Čechov  Studio nasce per dare spazio e possibilità di crescita a progetti organici costituiti all'interno del Meisner Studio partendo dall'Etica, elemento principe e fondamento  del Sistema, che riguarda la consapevolezza e la presa in carico della comunità teatrale nel suo complesso.

Parallelo al lavoro nel Meisner Studio, fondato su un apprendistato drastico, il Čechov Studio comprende la creazione di un'opera originale o la messa in scena di una drammaturgia classica o contemporanea.

L'apprendistato drastico ha a che fare con un'apparente contraddizione, ma, dice Aristotele, si può imparare inesauribilmente qualcosa benché lo si sappia già. Questo paradosso è dato dall'amore, che non è qualcosa, ma una forza inesauribile. «Platone, parlando dell'amore, ci mostra come si può desiderare quello che si possiede; e ugualmente infine si può cercare e riscoprire (cioè di fatto scoprire) ciò che si è già trovato. Anche Pascal fa allusione a questo circolo del cercare-trovare, ma per lui è qualcosa come una consolazione riservata agli ansiosi: se mi cerchi è perché mi hai già trovato, dice il Mistero di Gesù. La promessa è già mantenuta».​​

Lo Studio coinvolge  professionisti e studenti attori e registi che desiderano allenare ed approfondire la Meisner Technique  in tutte le sue fasi, compreso il processo di creazione corale per confrontarsi nel Teatro Renzo Casali, una volta giunto a maturazione il lavoro. Questa linea di ricerca non si esaurisce con il debutto dell'opera, e soprattutto non vede nell'opera il fine del lavoro.

Nel Čechov Studio si lavora per affinare l'arte dell'attore e in primo luogo il senso di comunità che fu la vocazione (tradita) del celebre Primo Studio, nato a fianco del Teatro d'Arte di Mosca, che Stanislavskij nel 1912 aveva affidato alla direzione di Sulerzickij, detto Suler.

"Sulerzickij sognava di creare insieme con me qualcosa come un ordine spirituale di artisti. I suoi membri dovevano essere persone di elevate vedute, di idee larghe, di vasti orizzonti, che conoscessero l’animo umano, che aspirassero a nobili scopi artistici e fossero capaci di sacrificarsi per un’idea".

Vachtangov, di nascosto da Suler e  da Stanislavskij (che aveva proibito il lavoro sullo spettacolo all'interno dello Studio) si riunìva per provare con gli attori in altra sede, all'insaputa del maestro.

Suler scriveva:

lo sognavo di quel teatro in cui tutta l’arte, piena di ogni verità, accendesse gli uomini d’amore per tutta l’umanità, affinché nel nostro tempo terribile questo teatro sostenesse la fede nell’uomo, affinché questa compagnia fosse composta di persone che vivessero fraternamente nel lavoro e in piena libertà, l’inverno ardendo nell’arte, l’estate vivendo gioiosamente sulla riva del mare, dove tutto fosse creato con il proprio lavoro, ispirando nella gente l’entusiasmo della propria vita nell’ arte… Ecco il limite. lo non sono assolutamente interessato al successo esteriore del mio lavoro, al successo dello spettacolo, dell’incasso (Dio sia con loro); non è questo che mi aiuta ad entusiasmare e appassionare, ma una compagnia di fratelli, un teatro di preghiera, un attore-sacerdote”.

Nel Čechov Studio,  intrecciata al percorso di crescita individuale, si coltiva una disposizione di servizio e amore per l'arte: ciascuno è chiamato al Bene maggiore. L'Insieme. Questo è il grande Lavoro. Ogni sessione è occasione di trasformazione interiore e collettiva. L'intensità, cifra dell'arte, non si consegue senza passione, costanza e fatica. Il Lavoro è demandante sotto molti punti di vista: attenzione, cura, sacralità del vincolo con i compagni, perché se il teatro non insegna ad essere esseri umani migliori non serve a niente.

Il  modello concepito da Stanislavskij, infrangeva  la logica del ruolo, lavorando sulla coesione del gruppo, sostituendo al protagonismo del singolo la forza dell’insieme. 

Alla  base c’è un’idea di ensemble  basato su un’armonia musicale. 

Il pubblico italiano, la cui idea di attore era (ed è ancora)  quella di “mattatore”, quando vide recitare gli attori del Teatro d'Arte di Mosca si trovò di fronte a una rivoluzione.

Nel TAM non solo mancava una gerarchia tra gli  attori, ma ognuno sapeva fare tutto e si prendeva cura di ogni cosa, dalla pulizia degli spazi alla scenografia, con un senso di fratellanza e spirito di abnegazione.

Nel  Čechov  Studio  si allenano  i fondamenti metodologici e i principi etici del primo grande pedagogo del teatro occidentale.

Ricordando le parole di Sanford Meisner che diceva che "ci vogliono vent'anni per diventare un attore" e  ammoniva  i suoi studenti a  non fare mai della recitazione un "mestiere", attaccando la recitazione superficiale o la sua  mercificazione .

L'attore non lavora per cercare il successo ma per servire una verità artistica più alta.

Diceva Meisner : «Essere un attore è una vocazione religiosa perché ti è stata data la capacità, il dono, di ispirare l'umanità. Pensaci mentre vai al provino per la tua soap opera!».

Considerare il lavoro dell'attore  una chiamata, significa che l'attore ha il dovere morale di essere autentico. Sul palco non si può mentire, perché il pubblico affida all'attore il compito di mostrare la reale natura umana.  Come dice Amleto lo scopo del teatro "è stato e sarà sempre quello di porgere lo specchio alla natura; di mostrare alla virtù i suoi propri lineamenti, al disprezzo la sua propria immagine..." Se la poesia è più filosofica della storia, la verità dell'arte è più vera di quella quotidiana. 

Nel teatro è possibile ricconnettersi al tempo sacro. La sacralità del momento presente: Per la Tecnica Meisner, l'interpretazione diventa "sacra" quando l'attore sposta l'attenzione fuori da se stesso, abbandona l'ego e si connette totalmente con il partner di scena, vivendo nel qui e ora. 

L'attore  deve  saper credere,  sviluppando il proprio senso di verità e la fede, la capacità di accettare come  vero ciò che è scritto nella drammataurgia: circostanze, problemi, relazioni.

Nel Čechov  Studio risuona la  testimonianza di uno degli attori del TAM: «Noi, – eccovi un’altra prova di abnegazione che non ci pesa affatto, anzi ci affratella nel nome dell’artenon abbiamo ruoli: prim’attore, prim’attrice, e via di seguito. Il prim’attore di questa sera sarà il servo domani sera, perché come ci insegnò Stanislavski «non ci sono piccole parti, ci sono piccoli attori». Egli stesso, in America, fece la comparsa, e con lo stesso impegno col quale dirige le prove e segue gli spettacoli. All’infuori di lui, noi non abbiamo avuto direttore. Ora non ne abbiamo come non abbiamo il suggeritore e le paghe sono tutte eguali per la ragione che abbiamo detto: la comparsa di stasera sarà l’interprete di domani sera. Così è governato il « Teatro d’Arte di Mosca ».

Lo Studio si articolata in 8 sessioni intensive di lavoro (Meisner Studio) durante il fine settimana, più prove  dedicate  in cui  si  allenano i fondamentali della tecnica e si affrontano gli elementi essenziali del processo creativo sviluppando i passaggi centrali  del lavoro teatrale.

Si interroga la poetica dell' opera  attraverso  l'immersione nei temi fondamentali  e nello stile dell'autore o del materiale elaborato. 

Si  approfondisce il lavoro dell'attore fondato sui principi del Sistema di Stanislavskij e della Meisner Technique compresa una parte di training psicofisico in dialogo con  la  proposta drammatica specifica.

Nel Čechov Studio si mette in pratica lo spirito di servizio, contrario al narcisismo dello spettacolo.

Il teatro è sempre un mezzo mai un fine, strumento antropologico e antopopoietico per eccellenza, che permette di scoprire e costruire la nostra umanità.

Maggior esperienza significa, maggior impegno ed altruismo. Significa rifuggire la tentazione estetica del "mestiere", la presunzione  di essere "esperti", per  coltivare invece la "mente di principiante", in cui risiedono sempre maggiori  possibilità.

La cura nel Lavoro si estende alla Casa, alle persone, alle situazioni che nascono intorno all'esperienza creativa, senza le quali nulla potrebbe prosperare.

La  ricerca di senso non si esaurisce in una prova, in un debutto nè in una stagione.

La vita nell'arte è una serie ininterrotta di stagioni. La ricerca non è mai finita, perchè "una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta".

Come dice Didetot "La natura è sia un dato primitivo che un termine di sviluppo". Per divenire ci che si è occorre un lavoro costante, paziente, potenzialmente infinito, che trova soddisfazione non in uno scopo esterno ma nel processo stesso. Questo è il segno autentico  della vocazione, che non insegue mete future, ma si radica completamente nel presente. 

​​

PROGRAMMA ​

 allenamento della tecnica

Analisi o scrittura del testo
 Poetica
Mito di riferimento


Struttura del conflitto


 Nucleo e dinamica delle scene​


 Scoperta della "parte"

dal conscio all'inconscio

 

sottotesto

caratterizzazione 


Preparazione emotiva


Training psicofisico


partitura delle Azioni fisiche


 Atmosfere

tempo/ritmo

 stile

lavoro coreografico

allestimento

presentazione

ALLENAMENTO E PROVE

Frequenza settimanale 

PRESENTAZIONE NEL TEATRO

RENZO CASALI

Presentazione del lavoro e

conronto nelle diverse fasi di ricerca 

CURA E COMUNITA' TEATRALE

Consapevolezza e costruzione  dell'insieme, responsabilità dei vincoli, orizzonte di senso condiviso. 

Appartenenza. Impegno a realizzare, ad ogni passo, 

un Teatro D'Arte Indipendente collaborando nelle attività 

calendario plenarie

MEISNER STUDIO

23/24 gennaio

20/21 febbraio

13/14 marzo

3/4 aprile

24/25 aprile

8/9 maggio

22/23 maggio

5/6 giugno

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FE FABBRICA ESPERIENzA

aps-asd

 Accademia di Recitazione - Scuola di Teatro e Cinema Teatro d'Arte Indipendente

MEISNER TECHIQUE ITALIA

Prima scuola in Italia accreditata all'insegnamento di The Meisner Technique

Accademia Professionale per Registi  e Attori  di Teatro e Cinema,

Alta Formazione Permanente, Ricerca e  Creazione Artistica  

Corsi  e Scuola di Teatro e Recitazione Teatrale e Cinematografica, 

Seminari di Filosofia, Scrittura Narrativa, Drammaturgia,

Laboratori di Teatro per Bambini e Adolescenti

 

 

Via Francesco Brioschi, 60 - 20141 Milano, Italy

++39.02.78.62.44.38   fe@fabbricaesperienza.it

www.fabbricaesperienza.it   P.IVA 07927170964

INGRESSO RISERVATO AI SOCI CON TESSERA AICS

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