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FABBRICA
ESPERIENZA
MEISNER TECHNIQUE ITALIA
SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
TEATRO E CINEMA MILANO
ACCADEMIADIRECITAZIONE
SOSTIENICI
Beneficiario: FE Fabbrica dell'Esperienza Associazione Culturale A.S.D.
IBAN: IT59A0503401702000000001072
Causale: Donazione Nuova Sede
DONA PER LA NUOVA SEDE


la CULTURA
NON SI SFRATTA

siamo letteralmente sommersi di gratitudine per i messaggi di solidarietà' e di stima che stiamo ricevendo da amici, soci, colleghi, artisti, liberi pensatori, singoli e istituzioni culturali italiane e straniere, attivisti, associazioni, amorevoli cittadini del mondo.
E' proprio vero che lì dove c'è una crepa entra la luce!
Grazie di cuore a ciascuna e ciascuno di voi.
Continueremo ad aggiornare la pagina del sito
ResiAMO in mobilitazione permanente con il nostro TEATRO APERTO
da qui alla scadenza del contratto, in via Francesco Brioschi 60: laboratorio di idee per la città e non solo.
Seguiteci per le iniziative e scriveteci per proporre azioni e riflessioni collettive.
R-Esistiamo insieme!
"Over the last twenty five years I have been honoured to see my plays produced all over the world. Fabbrica dell’esperienza is one of the most beautiful theatre spaces I have seen my work performed in. It's a magical space. A space of soul. It is haunted by Milanese history and the ghosts of the city’s theatre. It is a gem in the heart of a city I have come to love. To destroy it would be be an act of violence against theatre as an art form and against the city of Milan"
(Negli ultimi venticinque anni ho avuto l'onore di vedere i miei spettacoli rappresentati in tutto il mondo. La Fabbrica dell'esperienza è uno degli spazi teatrali più belli in cui abbia mai visto i miei lavori. È uno spazio magico. Uno spazio dell'anima. È infestato dalla storia milanese e dai fantasmi del teatro cittadino. È un gioiello nel cuore di una città che ho imparato ad amare. Distruggerlo sarebbe un atto di violenza contro il teatro come forma d'arte e contro la città di Milano).
Simon Stephens, playwright, musician and Professor of Scriptwriting at Manchester Metropolitan University
La Fabbrica dell’Esperienza è un frammento di una città vera in una città patinata che si dimentica di chi la abita, in questo caso attraverso la cultura. È una lucina calda e viva che va tenuta accesa. Perché a noi il buio luminoso che sta abbracciando la città non piace"
Michele Marziani, scrittore e giornalista
Una scelta gravissima togliere ossigeno ad un luogo così vivo e carico di creatività. Teatro, cultura, dibattiti filosofici su posizioni spesso differenti.
Lasciar soffocare un luogo così importante è scellerato, e mostra una classe politica di una vuotezza sconcertante.
Che il mondo intellettuale si mobiliti, anzichè chiudersi.
Carlo Serra, filosofo
Sarebbe un atto di arbitrio e prepotenza, del tutto intollerabile.
Firmiamo tutti la petizione perché La Fabbrica dell'Esperienza resti dov'è, fra noi, a Milano, della cui anima è parte!
Io ho firmato.
Roberta De Monticelli, filosofa
Con profondo rammarico e sdegno vengo a conoscenza della situazione molto critica del teatro FE testimone ed erede della straordinaria Comuna Baires, presenza milanese importante nel campo dell' arte, ma non solo.
Presenza imprescindibile, punto di riferimento culturale, sociale, artistico, luogo di formazione e condivisione dell'esperienza del vivere.
Luogo mitico di incontro, del fare arte, del creare cultura, del costruire legami, del sognare la realtà, dello sperimentare il senso del reale.
È un pensiero impensabile, veicola incredulità, come impossibile realizzare la fine di quel tempio milanese dove si è reso possibile incontrare e inventare l'esperienza dell'arte del vivere, del diventare umani.
La Comuna Baires è espressione di valori culturali, storici, estetici, sociali:
è patrimonio dell' umanità.
La FE offre l' opportunità straordinaria di sentirsi vivi, dentro la realtà.
FE è un' emozione grandissima. Potente.
Si può uccidere un'emozione?
Denuncio!!!
Luisa Mariani, psicologa, psicoterapeuta, docente
Chiudere il Teatro, questo Teatro, è chiudere gli occhi i sensi ecco, ora in urgenza di bellezza di cultura ampia, solidale, non ha -senso. Lasciare tempo spazio libertà a FE è pensare a un vivibile già da oggi migliore.
Grazie
Luca Zanini, scrivente, postpoeta
Gorle Bg
La Comuna Baires, un pezzo di storia del Teatro internazionale, patrimonio di una generazione irripetibile; la FE Fabbrica esperienza a Milano ne ha seguito le tracce animando uno spazio di comunità teatrale che ho avuto la fortuna di conoscere e di poter calcare quel palco. La sua chiusura rappresenterebbe un ulteriore pugno a quella cultura indipendente e alternativa necessaria per una forte radice di democrazia.
Al vostro fianco contro la chiusura e per la sua continuità.
Antonio Giordano, Musicista della Compagnia Daltrocanto, Salerno
Cara Irina, le tue parole fanno risuonare una ferita che non è solo tua, ma di tutta la nostra città. Quel teatro non è un edificio: è una storia, una voce, un’eredità d’amore che tuo papà ti ha consegnato con le mani e con il cuore. Ogni volta che entri lì dentro, lui è ancora lì con te: nei velluti consumati, nei respiri del pubblico, nelle luci calde che hanno visto passare generazioni.
E sì, aveva ragione Ionesco: “al mondo recitano tutti, eccetto alcuni attori”.
Oggi, mentre tutti cercano un palco su cui esibirsi, chi il palco lo ha costruito davvero rischia di essere messo a tacere per far spazio a qualche appartamento costoso. Ma questa non è solo una questione urbanistica: è una questione di anima. Perché una città che chiude i suoi teatri si chiude il futuro. E Milano, la nostra Milano mitteleuropea, colta, viva, internazionale, non può permettersi di perdere un luogo come il tuo. È un patrimonio, un presidio culturale, un pezzo di identità. La cultura non è un ornamento: è ciò che tiene insieme le comunità. Sappi che non sei sola. Questa battaglia la si fa insieme, perché un teatro che ha fatto crescere cuori, talenti e storie non può essere ridotto a un investimento immobiliare.
Ti abbraccio forte, con tutta la mia solidarietà. ❤ Decidiamo tutti insieme cosa possiamo fare per impedire questo “vergognoso sfratto”?
Patrizia Egle Messina, Coordinamento Politiche di Genere, CISL pensionati Milano Metropoli
La Comuna Baires di via Brioschi eè un punto di riferimento culturale nel territorio. Ho avuto modo di collaborare con la struttura tenendo attività pedagogiche e presentazione di studi teatrali in fase di allestimento spettacoli, oltre che una conferenza sul mio percorso artistico.
Sostenere e proteggere queste realtà indipendenti è auspicabile in quanto continuano con costanza a richiamarci al nostro essere umani e a promuovere l'arte come punto di incontro anche alla base, mantenendo il valore popolare del teatro come attivatore della coscienza e non solo come arte del consumo funzionale ai numeri.
Danio Manfredini, attore e regista teatrale
Alla Direttrice Artistica Irina Casali ea tutta la comunità di FE Fabbrica Esperienza.
Con profonda solidarietà e stima, mi unisco alla difesa di FE Fabbrica Esperienza, un faro di cultura indipendente nel cuore di Milano, nello storico quartiere Stadera.
FE, che in spagnolo significa "fede", "fiducia" e "speranza", è un nome che è già un programma. Nata nel 2012, FE è l'erede moderna e vibrante di una storia gloriosa e coraggiosa: quella della Comuna Baires, fondata a Buenos Aires nel 1969 da Renzo Casali come atto di teatro collettivo e impegno politico e sociale, poi rifugiatasi a Milano per sfuggire alla dittatura. Questa radice profonda ne definisce l'anima: un luogo dove l'arte è da sempre "strumento di costruzione dell'umano", un crocevia di azioni e linguaggi.
In un'epoca in cui le logiche del profitto tendono a omologare e a svuotare l'anima delle città, spazi come FE sono ossigeno puro. Incarnano quella "scuola di vita interiore" che Max Jacob sognava, una scuola dove sulla porta si scrive "Scuola d'Arte", ma dentro si coltiva l'umano. Qui l'arte non è un fine, ma un mezzo. È un laboratorio dove la tecnica teatrale, la scrittura, la filosofia diventano strumenti per una ricerca personale e collettiva: si allena lo sguardo, si coltiva la profondità, si usa il mestiere dell'attore o del poeta non per performare, ma per conoscere se stessi e indagare l'umano. FE incarna proprio questo: un luogo che non produce solo spettacoli, ma coltiva persone più consapevoli e libere.
Difendere la Fabbrica Esperienza non significa solo salvare un teatro, ma proteggere un ecosistema unico. Significa preservare un archivio vivente di memorie: dai racconti di Eduardo Galeano e Luis Sepúlveda alle serate con i calciatori dell'Inter e un presidio di cultura viva, con la sua casa editrice (Editori della Peste), i suoi laboratori di scrittura e le sue vetrate rosse, che sono un simbolo di resistenza creativa per il Municipio 5 e per tutta Milano.
Proprio per questo valore collettivo e insostituibile, FE è bene comune.
Che la vostra porta rossa sui Navigli resti dunque aperta perché simbolo di quella "concezione antropologica e decisamente comunitaria" del teatro che ha guidato la Comuna Baires fin dal suo primo giorno e che in FE vive e respira ogni giorno, dove l'antropologico è teatro come rito collettivo: non racconto di storie, ma smontaggio di esistenze. È indagine delle forze primordiali: conflitto, desiderio, sacro che ci muovono, mentre il comunitario è teatro come bene relazionale: non professione elitaria, ma spazio di legami. È economia condivisa, piazza dove vita e arte si fondono: il calciatore accanto al poeta, il bambino accanto al maestro. È un'economia della conoscenza che respira di prossimità e orizzontalità.
Con la ferma speranza che le istituzioni e la città sappiano riconoscere e valorizzare questo inestimabile patrimonio, perché perderlo significherebbe perdere un pezzo fondamentale dell'anima culturale e della memoria viva di Milano.
Cordialmente,
Patrizia Poggi, promotrice di Arte e Cultura
Ravenna 19 novembre 2025
I luoghi di cultura sono luoghi di incontro, di stimolo, di crescita, di confronto. Un luogo dove si fa teatro contiene un paradosso; si va "in scena - fuori dalla scena". Cioè si sale su un palco che non è quello del "grande pubblico " addormentato dalle urla isteriche di una realtà che di "politico"(nel senso nobile del termine) non ha nulla.
Solo il bieco involucro di una "Politika" che del. cibo dell'anima ,nei fatti, se ne frega.
Per questo luoghi come Fabbrica Esperienza vanno sostenuti e applauditi. Sosteniamo Fabbrica Esperienza col cuore e con le mani.
Luca Maciacchini, attore e musicista
LA FABBRICA DELL’ESPERIENZA SOTTO SFRATTO, ANCHE GLI SPAZI DI CULTURA INDIPENDENTE CANNIBALIZZATI DALLA SPECULAZIONE, FIRMA LA PETIZIONE!
Fabbrica dell'Esperienza é uno spazio che da 12 anni anima la zona 5 di Milano con spettacoli teatrali, concerti, convegni, laboratori e corsi d'arte. Tutto grazie al sostegno di allievi, simpatizzanti e personalità della cultura.
Ma il modello Sala è avido e non fa sconti a nessuno. Nonostante il pagamento ininterrotto e puntuale dell'affitto per gli spazi, sono stati raggiunti da un avviso di sfratto: la proprietà venderà tutta l'area ad una società di real estate (già finita sotto inchiesta della procura per altri abusi edilizi che il #salvamilano avrebbe voluto azzerare).
Così come il welfare pubblico, anche gli spazi di cultura indipendente vengono azzerati a favore della speculazione finanziaria, non essendo lucrosi per la furia distruttrice e parassitaria del business come invece sono le varie “week” milanesi e i grandi eventi come expo e le olimpiadi. Una giunta che fa affari con lo stato genocida di Israele non ha certo paura di sporcarsi le mani con la messa a rendita di ogni metro quadro consegnando il loro controllo ai poteri privati.
La battaglia che portiamo avanti da sempre per la città pubblica contro il parco gioco per ricchi allora non può che vederci affianco a realtà come la Fabbrica dell’Esperienza.
Sottoscriviamo e rilanciamo la petizione “la cultura non si sfratta” promossa dalla Fabbrica dell’esperienza, mettendo in chiaro che è vergognoso che le istituzioni, a partire dal Comune, non difendano realtà come queste.
Se il pubblico insegue il privato e il profitto, allora in nome del profitto calpesta tutto, dai bisogni abitativi ai servizi pubblici, fino agli spazi di cultura che mandano avanti senza grandi sponsor una proposta culturale che ambisce ancora ad essere accessibile a tutti.
Potere al Popolo Milano
Do il mio sostegno per il Teatro "FABBRICA ESPERIENZA , perché non sia chiuso, essendo una struttura culturale e artistica importante per la comunità.
Felice Picco, attore Koron Tlé
Appello breve: Firmate, donate, condividete, contribuite come riuscite a salvare questo luogo "sacro" (l'aggettivo non l'ho scelto io, l'ha detto un tale Simon Stephens).
Ho avuto la fortuna di frequentare questo spazio come allieva di Irina Casali, come attrice con la mia famiglia lyrica, come spettatrice di grandissimi artisti e di compagnie piccole che qua hanno trovato casa.
Qui ho ascoltato le parole di maestri come Danio Manfredini e Simon Stephens, giusto per dirne due. Da questo spazio sono uscita spesso emozionata, a volte devastata, sempre grata e convinta di aver speso bene il mio tempo là dentro.
Sentire la parola "sfratto" abbinata alla Fabbrica dell'Esperienza fa male.
Milano cara, sai quanto ti ho amata e continuo (inspiegabilmente, a quanto pare) ad amarti, ma quando fai così mi metti alla prova, cazzo.
La cultura non si sfratta.
Ana Garate, attrice
Lyra Teatro, Milano
Pensiamo che Milano dovrebbe sostenere e incoraggiare realtà come FE invece di spegnerle. Tutte le città europee pullulano di iniziative territoriali che animano i quartieri , creano tessitura sociale, offrono cultura, permettono di esprimersi. Politiche sociali lungimiranti sono anche questo.
Laura Silva, insegnante
Giancarlo Lupieri, fisico
Fabbrica Esperienza è un luogo magico, in cui si respirano libertà, audacia, fragilità e autenticità.
Resta uno dei pochi fari milanesi per una cultura democratica, per una cittadinanza attiva, per un'arte artigiana e vera.
Vivere quello spazio è un dono di cui non possiamo essere privati, perché Milano ha bisogno di questo: luoghi di ascolto, luoghi di espressione. Non di nuovi palazzoni di cemento riservati ad una cerchia ristretta: siamo stanchi di vedere la nostra città venduta al miglior offerente.
La cultura non dovrebbe essere un privilegio e va tutelata. Il rischio?
Basta guardarsi intorno: sempre più solitudini, sempre più egoismo.
Coltiviamo l'umano che abita ognuno di noi: Fabbrica Esperienza è stato un tramite per questo bisogno antropologico e non può smettere di farci germogliare.
Agnese Di Girolamo, Insegnante
NO ESTAN SOLOS
A Irina Casali a Alessandro Zatta y todos los integrantes de FE Fabbrica Esperienza Teatro. Queridos todos, nos llegan noticias de lo que pasa en la ciudad de Milán y en su espacio; de las amenazas y las violencias que rodean al teatro. Estamos enterados del desmantelamiento de la actividad de inclusión cultural que los artistas de teatro han desarrollado con generosidad, tiempo y energía. Sabemos lo que cuesta hacer florecer actividades parecidas y cómo una simple decisión administrativa, un ataque físico o una propuesta de venta, las borran para siempre. Quieren sofocar la siembra que ustedes, a través del teatro y cuidadosamente, han diseminado entre hombres y mujeres. Quieren quebrantar los vínculos que ustedes anudaron en un encuentro entre diversidades, fortaleciendo a los individuos a través de un hacer común. Ustedes no deben sentirse solos, ustedes no están aislados. A vuestro lado está toda la gente de teatro que asume su oficio como defensa de la justicia y de la dignidad. El Séptimo Fuego va a informar, a través su red de contactos, sobre las intimidaciones y obstrucciones que ustedes están viviendo de parte de quien debería apoyarlos. Estamos orgullosos de ustedes y les agradecemos por el fuego terco y noble. Con un abrazo fraternal, Viviana Ruiz, Marcos Moyano y todos los integrantes de
(NON SIETE SOLI
A Irina Casali e Alessandro Zatta e tutti i componenti di FE Fabbrica Esperienza Teatro. Cari tutti todos ci giunge notizia di ciò che accade nella città di Milano e nel vostro spazio; le minacce e le violenze circondano il teatro. Siamo stati coinvolti nello smantellamento dell'attività di inclusione culturale che gli artisti di teatro hanno sviluppato con generosità, tempo ed energia. Sappiamo che avete fatto fiorire le vostre attività e che una semplice decisione amministrativa, un attacco fisico o una proposta di vendita, le cancellano per sempre. Vogliono soffocare la semina che voi , attraverso il teatro e con cura, han disseminato tra uomini e donne.
Vogliono rompere i legami che voi intrecciate tra diversità, rafforzando le persone attraverso un lavoro comune.
Non dovete sentirvi soli, non site isolati,
Al vostro fianco c'è tutta la gente che si assume il rpoprio lavoro come difesa dlla giustiia e della dignità.
Il Séptimo Fuego informerà, attraverso la sua rete di contatti, delle intimidazioni e degli ostacoli che voi state vivendo da parte di chi dovrebbe appoggiarvi. Siamo orgogliosi di voi e vi ringraziamo per il fuoco testardo e nobile
Con un abbraccio fraterno,
Viviana Ruiz, Marcos Moyano e tutti i membri del
Teatro El Séptimo Fuego, Asociación civil
19 de noviembre 2025
Mar del Plata, Argentina
Venticinque anni fa presentavo il mio primo libro: Cambi di Stagione. Era una raccolta di poesie scritta tra gli anni settanta e i primi novanta, più alcune realizzate appositamente per il volume e alcuni brevi racconti che contestualizzavano i testi poetici. Il libro è ormai introvabile, anche perché venne distribuito esclusivamente da me e dagli amici del "Circolo Pickwick" in alcune librerie e poi venduto in un banchetto della Comuna Baires di via Favretto. Un libro con trent'anni di gestazione che fu possibile realizzare soltanto grazie alla partecipazione al corso di scrittura condotto da Renzo Casali, ma soprattutto all'humus culturale respirato in quel luogo magico. La "Comuna" l'avevo conosciuta da giovane come spettatore di spettacoli teatrali di un gruppo nato in Argentina da cui molti degli attori erano dovuto fuggire per non finire vittime degli squadroni della morte.
Spettacoli di una forza straordinaria, ma anche divertenti, poetici, che facevano ridere e facevano piangere. La ritrovai poi alla soglia dei cinquant'anni, quasi casualmente, dopo uno spettacolo con Roberto Vecchioni, presi un volantino che presentava il corso di scrittura (e chiamarlo così è davvero riduttivo). Mi iscrissi e così cambiai un po' la mia vita. Era, anzi, è, un luogo di di formazione, di teatro, ma soprattutto di incontri, di ricerca di senso, di scambi culturali senza pregiudizi ideologici, un vera casa della cultura.
Da allora sono passati venticinque anni, anche i miei anni sono, ahimè, passati, ho scritto molti altri libri penso migliori di quel primo, ma anche questi non avrebbero mai potuto esistere senza quel luogo e senza i tanti incontri . Ora ho ridotto la mia presenza ma non l'ho dimenticato, continuo a sentirlo come una casa dove tornare volentieri per vivere momenti intensi e veri.
Ora sento che La Fabbrica dell'Esperienza, come si chiama adesso dopo che Renzo ci ha lasciato e Irina e Alessandro ne hanno preso le redini, è sotto sfratto. In questi venticinque anni è il terzo a cui assisto, lo sfratto di un luogo di incontri, lo sfratto di una casa della cultura, lo sfratto della cultura stessa, come disse a suo tempo Renzo Casali dopo quello intimato in via Favretto. Dalla sua nascita la Comuna ha difeso la sua autonomia e da allora ne paga le conseguenze.
Il silenzio delle istituzioni in tutti questi anni è stato totale, eppure quanto ha dato la Comuna Baires ed ora FE a Milano non molte realtà culturali lo hanno dato. Tutto offerto in autonomia e con grandissimi sacrifici, senza sovvenzioni, senza finanziamenti, ma solo grazie alla generosità di chi partecipava alle sue attività e di tanti amici che al momento giusto non sono mancati. N
on posso dimenticare quanto avvenne in via Parenzo con il comune di Milano - Giunta Pisapia - che attraverso gli assessori esprimeva la sua solidarietà e attraverso i suo organi di vigilanza imponeva restrizioni fino alla chiusura del teatro. Spero, naturalmente, che questa volta le cose cambino, che l'assessorato alla cultura batti un colpo, proponga soluzioni, ma lo scetticismo è più che giustificato.
Quello che però credo è che ancora una volta la FE e la Comuna ce la faranno, negli anni (cito una mia poesia dedicata a Renzo Casali) ha subito tante sconfitte senza mai essere sconfitta, e così sarà anche questa volta.
Luigi Maffezoli, poeta, scrittore, segretario generale della Federazione Nazionale Pensionati Cisl Milano
Cara Irina, il mio legame con Renzo mio primo maestro e poi con te con cui sento grandissima affinita' e' importantissimo.
Tu sei una delle più brave insegnanti e divulgatrici di cultura che conosca a livello internazionale e te lo dice qualcuno che come te ha fatto dell' arte la sua missione nel mondo.
Il tuo teatro non si tocca!
Francesca Bartellini, scrittrice, regista
Ho un ricordo del lavoro con Irina Casali dolce ed intenso. Irina tiene la barra dritta della pedagogia teatrale sull'anima dell'attore. Si piange, si ride e si vive una realtà aumentata nel senso nobile del termine, in quanto viva, vera ed autentica.
È un'esperienza umana, prima che attoriale, che consiglio di fare a tutti. Ho un ricordo nostalgico dei weekend passati con il gruppo "Meisner" della Fabbrica dell'Esperienza. Ho amato, odiato e rotto oggetti dentro l'enegia autentica della vita. Ho grande ammirazione per il suo lavoro perché si rivolge all'anima delle persone con generosità e rispetto; qualità nobili e rare, specialmente nelle derive egoiche del nostro lavoro.
Tutto questo non può essere sfrattato.
Con affetto.
Lorenzo Alfieri, attore
Expresamos nuestra solidaridad con el grupo Comuna Baires y su Fábrica de la Experiencia, faro cultural de tantas generaciones y ejemplo de resistencia ante estos tiempos de vaciamiento!
(Esprimiamo la nostra solidarietà al gruppo Comunabaires e la sua Fabbrica dell'Esperienza, faro culturale di tante generazioni ed esempio di resistenza di fronte a questi tempi di svuotamento!
Agustina Toia e Severo Callaci Compagnia ToiaCallaci
Rosario, Argentina
Un altro spazio culturale indipendente costretto a chiudere per dare spazio a un nuovo palazzo, a nuovi appartamenti assolutamente non necessari. Mentre necessari sono i luoghi di cultura e di incontro come i teatri, come le librerie.
Firmate anche voi in appoggio a FE Fabbrica dell'Esperienza Teatro appena sfrattato.
Luca Ambrogio Santini, Libri Sotto Casa,
FIRMARE FIRMARE FIRMARE
questa petizione! Un altro luogo di cultura rischia di chiudere a Milano!
Non se ne può più!
Tutto il mio sostegno ai cari Irina Casali , José Antonio Bolívar e alla comunità che gravita attorno alla Fabbrica dell'Esperienza!
Forza, firmiamo tutte e tutti! Salviamo i luoghi della cultura, della bellezza, della solidarietà.
Conosco il teatro Fabbrica Esperienza, Irina Casali, figlia del grande Renzo della Comuna Baires, la preparazione e l'entusiasmo delle collaboratrici e dei collaboratori.
Non perdiamo questa occadione: basta una firma!
Adelante!
Darwin Pastorin, giornalista e scrittore
Ritengo che sia fondamentale opporsi alla chiusura di centri privati dedicati alla cultura. La Comuna Baires e uno spazio piacevole da visitare ma soprattutto un importante luogo di confronto tra persone di ogni età e tra le prospettive piu varie.
In un momento storico in cui in Italia e forte la tendenza a smantellare realta che si costruiscono dal basso, e una forma necessaria di democrazia lottare per mantenere aperte queste realta che
permettono una libera circolazione di idee attraverso ii confronto tramite le piu diverse opere teatrali e sociali.
II punto forte di luoghi come la Comuna Baires e la possibilita di confrontarsi dopo aver assistito alla messa in scena. Questo permette di ritrovare un senso di partecipazione collettiva.
Sergio Baroni, professore, giornalista, titolare
Galleria Baroni Milano
Un teatro amico e di zona, FE – Fabbrica dell’Esperienza, è costretto a chiudere i battenti perché sotto sfratto. Il problema è che Milano appare sempre più votata al business, senza una reale volontà di salvaguardare i luoghi di cultura: spazi preziosi, che non generano profitti immediati ma custodiscono valori, competenze, relazioni e possibilità che una città viva e inclusiva dovrebbe proteggere.
È doloroso vedere realtà come questa scomparire nel silenzio generale, quando dovrebbero essere considerate un patrimonio da difendere, non un ostacolo alla speculazione.
Ivan Bonasia e Mara Kluever,
Teatro Sotto il Lucernario, Milano
Alla Comuna Baires – Fabbrica dell’Esperienza a Milano
Comunanza e Solidarietà alla
“ Fragile R-esistenza” di questi “cercatori d’oro” del teatro!!!
Giusi Danzi, Psicoterapeuta Teatrante
CARI AMICI, FAMIGLIA, COLLEGHI
Fino a Stoccolma, nel Nord, si sente parlare delle vostre difficoltà adesso.
Fino al Nord sappiamo come siete importanti per la vostra città di Milano.
In questi tempi, ma come sempre, la cultura, il teatro, gli spazi culturali siano necessari. Voci di vita, con tanta gioia e profondo dolore.
Ci conosciamo da tantissimi anni, a volte lavorando insieme, a volte partecipando nei nostri diversi progetti insieme.
Grazie per la vostra presenza, grazie per lo scambio d’esperienze cha abbiamo avuto e lo scambio di idee.
Lo scambio culturale internazionale è molto bello e molto importante.
Per gli spettacoli, le scuole, la filosofia……la vita.
E adesso speriamo dal profondo dei nostri cuori che possiate rimanere o avere uno nuovo spazio vostro per continuare e sviluppare le vostre attività della FE Fabbrica dell'Esperienza. Per continuare essere un oasi di vita
PER UN BELLO E SOLIDALE FUTURO DELLA FABBRICA DELL'ESPERIENZA
CON AMORE,
Associazione Globetree
Stoccolma, Svezia
Kajsa Dahlström, Presidente del Globetree ed attrice,
Peroy Kirchner Vice Presidente del Globetree ed artista mimo,
Sam Samuelsson, Regista cinematografico e tesoriere del Globetree,
Marta Velander attrice e Project leader del Globetree
Fabbrica dell'Esperienza di via Brioschi rappresenta una proposta culturale di grande valore sia dal punto di vista artistico sia politico. Abbiamo avuto, e ci auguriamo di poterlo fare ancora, il piacere di condividere attività di pratica filosofica.
Un tempo di riflessione di dialogo edi pensiero.
So stenere tale realtà ci sembra un passaggio naturale e siamo convinti che le esperienze teatrali e non solo possano accompagnare il cammino culturale di una città come Milano per
molto tempo ancora.
Pierpaolo Casarin,
Rete Insieme di pratiche filosoficamente autonome
Un luogo sorprendente e necessario dove si mettono in scena parole e pensieri, corpi ed emozioni, visioni e respiri collettivi un luogo d'anima che viene da lontano ed è destinato ad aprire nuove strade.
Sfrattarlo significa impoverire una comunità e una città.
Rosella Prezzo, filosofa e saggista
A questo imperterrito arbitrio urbanistico, dove tutto vuole essere un elargire misurato al profitto, cosa rimane all'indipendenza della cittadinanza, all'autodeterminazione in autonomia, alla partecipazione attiva, alla mobilità delle persone, al prosperare?
Capita che l'esproprio popolare ritorni come diritto e che sia ancora quanto mai opportuno.
Nino Borrelli, artigiano per la rigenerazione
La solidarietà della FNP milanese a Fabbrica dell’Esperienza.
Apprendiamo che un altro luogo di cultura a Milano è sotto sfratto.
La Fabbrica dell’Esperienza di via Brioschi 60, erede della gloriosa Comuna Baires che fin dagli anni ‘70 ha portato idee innovative nel teatro milanese, dovrà lasciare la sua sede, Nonostante sia sempre stata in regola con il pagamento dell’affitto, perché al suo posto dovrà sorgere un nuovo insediamento edilizio di lusso.
Tanti i luoghi di aggregazione da lei creati negli anni in varie parti della città, sempre indipendenti e autonomi da partiti e istituzioni, ma aperti al confronto e alla ricerca nei vari campi artistici, antropologici e filosofici, che hanno rappresentato un’esperienza culturale e umana tra le più interessanti di Milano. Ora, per la terza volta in vent’anni, dovrà trovare un nuovo luogo per le sue attività, in un mercato come quello di Milano con costi proibitivi, soprattutto per associazioni che non hanno scopo di lucro e si occupano di arte e di pensiero. La Fabbrica dell’Esperienza anche negli ultimi anni è stato un punto di incontro di artisti e uomini di cultura e anche tra generazioni.
Con i suoi corsi e spettacoli teatrali, i laboratori di poesia e di narrativa, le lezioni aperte di grandi filosofi, l’apertura ad artisti di diversa estrazione e nazionalità, ha arricchito l’offerta culturale della città, lo ha fatto senza finanziamenti o altri supporti istituzionali, ma soltanto grazie all’impegno dei suoi operatori e alla generosità dei partecipanti.
La FNP CISL che ha a cuore una Milano accogliente per tutti, a prescindere da censo e età, considera inaccettabile che ancora una volta le ragioni del profitto comportino la fine di un’esperienza vitale per un quartiere e per la stessa città. Esprime la sua piena solidarietà a Fabbrica dell’Esperienza e ai suoi operatori.
Chiede al Comune di Milano, e in particolare all’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, un intervento atto a scongiurare la chiusura di Fabbrica dell’Esperienza, ovvero per favorire una soluzione alternativa congrua ed economicamente sostenibile, che permetta di salvaguardare il suo patrimonio di iniziative, di storia e di autonomia.
Luigi Maffezzoli
Il Segretario Generale
Marino Perotta, Nadia Pezzotta
I componenti di Segreteria
Fnp Cisl Milano Metropoli
La cultura non si sfratta.
“Cultura non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma è la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con gli altri uomini. Ha cultura chi ha coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri esseri.”
(Antonio Gramsci)
Firmate la petizione.
Tiziana Pesce
Il mio legame con la Comuna Baires risale agli anni ’70, quando con Renzo
Casali partecipavamo entrambi in modo molto acceso alla Consulta teatrale
che si riuniva a Palazzo Marino.
Un filo ancora più intimo ha legato nel tempo me, Renzo e Serena Sartori del Teatro del Sole; fra noi tre c’era uno di quei
rapporti che magari non ci si vede per un anno e quando ci si re-incontra di
nuovo è come se ci si fosse lasciati il pomeriggio prima.
Irina è un fiore di quella esperienza che fu la Comuna Baires: ha saputo
intrecciare teatro, filosofia, testimonianza sociale con una grazia tutta sua e
una personalità unica.
Fabbrica dell’Esperienza è una delle poche realtà libere, che non risponde a
padroni di sorta se non alla propria coscienza e alla dirittura del proprio fare
artistico.
Sfrattata, cacciata, chiusa con i sigilli dei vigili (mi ricordo anche questo) e
sempre rinata più bella e forte di prima.
Massimo de Vita,
Presidente e Direttore artistico del
Teatro Officina di Milano
Our friends in Italy need every name signature they can get. They are about to be evicted from their theater. In short: Not for unpaid rents or debts but because the landowner sells to a new owner who intends to demolish and build a new house without theater. Fabrica dell'Esperienza is both theater, theater school for children young and adults. Evenings of performances, with philosophy and theater, discussions, music..... a really good meeting place. Please sign the petition!
(I nostri amici in Italia hanno bisogno di più firme possibili. Stanno per essere sfrattati dal loro teatro. In breve: non per affitti non pagati o debiti, ma perché il proprietario del terreno vende a un nuovo proprietario che intende demolire e costruire una nuova casa senza teatro.
Fabrica dell'Esperienza è sia teatro, sia scuola di teatro per bambini, ragazzi e adulti.
Serate di spettacoli, con filosofia e teatro, dibattiti, musica... un ottimo luogo di incontro.
Firmate la petizione!)
Marta Velander,
Stockholm, Sveden
Dedicato agli amici di FE Fabbrica Esperienza
Niente di nuovo sotto il sole, la solita storia brutta di questa città dove gli spazi in cui fare cultura e aggregazione sono sempre meno, sacrificati per costruire palazzi e appartamenti.
E però la solita storia brutta a cui non possiamo e non dobbiamo né abituarci né arrenderci. COL C***O CHE FAREMO FINTA DI NIENTE.
Potete firmare qui la petizione contro lo sfratto esecutivo e la chiusura:
Firmate tutti e fate girare.
Si meritano il nostro e il vostro aiuto ❤
LAPSUS, Caffè Libreria
La cultura non si spegne!
Sosteniamo la Fabbrica dell’Esperienza di via Brioschi!
Firmiamo tutti la petizione: https://c.org/vkMc649tKF
FE un luogo che semina bellezza, nutre l'immaginazione e offre la possibilità di esperire emozioni e fabbricare nuovi pensieri creativi.
Così come la psicoanalisi è un’esperienza trasformativa — qualcosa che si attraversa prima ancora di poterla comprendere — allo stesso modo il teatro diventa un campo relazionale e creativo, in cui ciò che accade diventa generativo.
Per questo la Fabbrica dell’Esperienza è un bene prezioso per la città: è uno spazio che trasforma, che custodisce e alimenta la preziosa capacità di sognare. Difenderla significa proteggere un luogo di crescita, immaginazione e trasformazione, un presidio culturale e umano che Milano non può permettersi di perdere.
Simona Chiozzi, Béatrice Devizzi, Giovanna Delle Piane, Irene Insalaco, Katia Locatelli, Claudia Nava, Alessandra Petrini, Elena Quattrini, psicoterapeute, "Le supervisioni del giovedì mattina a Milano"
Contro lo sfratto,
Vi seppelliremo con una risata
e non ci sgombererete
L'Arte non si sfratta!
Marco C.
Desidero esprimere la mia più sentita solidarietà contro lo sfratto della cultura e in difesa degli spazi indipendenti, veri cuori pulsanti della creatività.
Anni fa ho avuto il piacere di tenere da voi alcuni workshop, un'esperienza che mi ha fatto toccare con mano la qualità artistica, la cura e la visione che animate ogni vostra iniziativa.
Siete un presidio prezioso, capace di generare comunità, bellezza e pensiero critico: realtà come la vostra arricchiscono profondamente il tessuto culturale, e perderle significherebbe un danno per tutti.
Vi sono accanto in questa battaglia, con stima.
Anna Dego, attrice / danzatrice
COMUNA BAIRES - NON SFRATTIAMO LA CULTURA DA MILANO!!!
L'Associazione NonUnodiMeno che ha nel suo DNA il valore COSTITUZIONALE dell'istruzione, della formazione e della CULTURA ritiene doveroso richiedere alle Pubbliche Autorità della Città di Milano di SOSPENDERE lo SFRATTO della COMUNA BAIRES che rappresenterebbe una ferita indelebile per la Città di Milano e la sua storia che può vantare di fronte al mondo esperienze straordinarie come quella del Piccolo Teatro e della stessa Comuna Baires che ha portato in questi 50 anni ulteriore prestigio a questa Città.
Vogliamo ricordare che il TEATRO è un PATRIMONIO COLLETTIVO che nessuno può permettersi di cancellare per la solita operazione residenzial/speculativa.
L'Associazione NonUnodiMeno nell'esprimere la propria solidarietà alla Comuna Baires sotto sfratto si dichiara disponibile a tenere, se fosse necessario, una lezione con i propri ragazzi/e davanti alla sede di Via Brioschi 60 per dimostrare tutto il valore DELL'ISTRUZIONE E DELLA CULTURA CHE NON PUÒ ESSERE SFRATTATA!!
Per L'Associazione NonUnodiMeno
Il Presidente - Prof. Giansandro Barzaghi
NO AL CIERRE -“TEATRO Fabrica de la Experiencia”.
FE NO PUEDE CERRAR.
La fe nunca se desvanece, FE nació de la unión de Comuna Baires, Fare Anima, Editori della Peste y Salti Teatrali.
Desde Bs As- Argentina- elevamos la voz para defender la plena vigencia de Fabrica de la experiencia, grupo teatral que mantiene viva, conserva y recrea una historia de mas de cincuenta años de dramaturgia, escuela de actores, independencia cultural y acción democrática.
Nuestra vinculación con Renzo Casali y el Grupo de Teatro de Milano nace hace mucho tiempo, en el año 1960 compartimos nuestra formación en el Teatro Universitario de La Plata, bajo la dirección de Enrique Escope y en el Teatro La Máscara -Bs As-, bajo la dirección de Augusto Fernández.
En el año 1962 fundamos, con otros colegas, el Teatro de Vanguardia -Berisso/ La Plata- bajo la dirección de Renzo Casali donde estrenamos su obra “Cochería Bambi”. A partir de esa experiencia nuestro Teatro se integró al Movimiento de Teatros Independientes de Argentina.
En 1963 Renzo Casali y Liliana Duca reciben una beca para formarse en Europa deciden viajar y realizan estudios en la Facoltá di Teatro dell Universita Carolina- Praga. Pese a la distancia durante varios años mantenemos nuestra comunicación con el deseo de volver a realizar teatro en Argentina. En esa etapa tienen oportunidad de trabajar con valiosos colegas como Vaclav Havel, Josef Topol, y Ladislav Fialka entre otros.
En 1965 Casali participa del “Tercer Festival Latinoamericano de Teatro” – La Habana- Cuba-. Ya en 1968, habiendo concluido los estudios en Praga, y participando activamente de la actividad artística y teatral en Europa funda el “Centro Dramático Madrid 1 “que a los pocos meses de su funcionamiento es censurado y cerrado por el franquismo que bloqueaba toda manifestación de creatividad y libertad en España.
A partir de esa experiencia el Grupo decide retomar el proyecto artístico-cultural articulando ambos territorios Europa-Argentina.
En 1969 crean el “Centro Dramático Buenos Aires” – Teatro Laboratorio- (Renzo Casali, Liliana Duca y Antonio Llopis). Esta iniciativa nos convoca nuevamente a participar de una propuesta que revitalizaba la escena dramática en Argentina.
Este movimiento crece con la presentación de “Water Closet “de Renzo Casali, se suman varios grupos interesados en asistir a las clases de Renzo. Esto permite alquilar un lugar propio en un barrio histórico de Bs As en la cortada de San Lorenzo en San Telmo. Allí, además de la actividad formativa y de presentaciones dramáticas se agrega el trabajo editorial con la Publicación de “Revista Teatro 70” brindando un valioso aporte al Movimiento de Teatros Independientes en Argentina brindando teoría y reflexión sobre el hecho artístico con un enfoque universal. Se publican trabajos monográficos sobre autores como Grotowski, Barba, Schener, Ronconi, Valdez, Barletta, Boero y Dragún ente otros, también se publican textos de autores nuevos como Adellach, Gentile y Operto.
La publicación de la Revista se prolonga hasta 1974, en una etapa de alta conflictividad política marcada por el regreso del Gral. Perón al país y conflictos sociales que incluyen violencia armada y grupos de guerrilla urbana. En ese marco la Comuna sostiene su enfoque artístico-antropológico manteniendo un espacio de creatividad libre y democratica que persiste pese a las dificultades del momento.
La Comuna es invitada a participar del “Festival de Teatro de Nancy “– Francia en 1973. Allí presenta dos obras “Water Closet” y “Woyzeck” que son recibidas y valoradas por público y colegas.
El desarrollo de la iniciativa Cooperativa Comunidad Cultural que nace en 1971 bajo la consigna “De vivir del Teatro a vivir en el Teatro” culmina en 1974 con la decisión de constituir dos Grupos de trabajo en el marco de un mismo enfoque: Comuna 1 y Comuna 2.
La Comuna es invitada a los Festivales de Creta, París, Niza, Palermo y realiza una tourne por Francia, Alemania, Italia. La Comuna II participa en los Festivales presentando “Water Closet” obra de Renzo Casali.
En el año 1974 se reúnen los integrantes de Comuna I y Comuna II y por la inseguridad en Argentina deciden avanzar en una nueva etapa volviendo a Europa. Realizan una tournée por Italia finalmente afincándose en Milano para desarrollar la propuesta que había nacido en Buenos Aires.
Son años de trabajo intenso en lo dramático, lo cultural y lo social. En 1977 /1978 presentan “Weber” obra de Renzo Casali en el nuevo Teatro de la Comuna en Milano y actúan en distintas salas de Europa, la última en Polonia en 1978.
La Comuna es nuevamente invitada desde Argentina y entre 1981/84 participa de “Teatro Abierto” un Ciclo de Teatro, Música y Artes Plásticas creado por el Movimiento de Teatros Independientes. Estas presentaciones, a salas llenas, se realizaban en plena Dictadura militar en Argentina con la sombra de los detenidos-desaparecidos situación que era permanentemente denunciada por los organismos de Derechos Humanos y las “Madres de Plaza de Mayo”. La comuna presenta en ese Ciclo las obras “Water Closet “y “Wisconsin”.
De los Cursos sobre formación del actor que Renzo Casali desarrolla en la sala de la Comuna en Milano surge en 1983 la publicación del libro “Antropología dell Attore” un valioso aporte teórico-practico que consolida, una vez más, a la Comuna en su función de Escuela de Teatro.
En ese mismo año desde un enfoque cultural se elabora el Proyecto “Orizzonte 1992”. Toma como base la fecha Octubre 1492 El Nuevo Mundo a 500 años de la Llegada de Colón a América. Generando como iniciativa construir una Villa en el Tercer mundo para 1992, una Villa cómo espacio de arte y creatividad convocando a ciudadanos de América y Europa.
El Proyecto comienza a concretarse en 1984 con el apoyo de amigos y voluntarios de Milano que aportan recursos para comprar una finca de 160 hectáreas en la llanura de Cañuelas- Argentina. Así se funda Willaldea “un Villaggio sperimentale di antropología nel Nuevo Mondo” que la Comuna Baires y el Instituto de Antropología habían proyectado en 1983.
La Villa cobra vida con el aporte de jóvenes provenientes de Italia, Argentina, Uruguay y de otros países europeos. Se cultiva la tierra, se crían animales generando los recursos necesarios para la supervivencia del grupo. Se construye la Sala de Teatro y la “Sala del Bienestar” donde funcionará los fines de semana el “Restaurante de la Pizza y la buena comida” que generará recursos para el autofinanciamiento de Willaldea.
En la medida que el grupo crece y se suma gente desde Buenos Aires y otras localidades, se van concretando otros proyectos como la realización en la Villa del “Encuentro Internacional de Teatros Independientes”, un Tambo para producir queso al estilo italiano y un Jardín de Infantes por la llegada de los niños – hijos de los fundadores- que debían ser educados. Esa Escuela- a cargo de Dora Dorizzi- también incorporó alumnos de localidades vecinas interesados en la formación artística -a cargo de Claudio Jaccarino- y por ser bilingüe al incorporar el idioma italiano.
Esta es una etapa de actividad muy intensa de la Comuna, articulando distintos espacios y actividades siempre dentro del enfoque antropológico y artístico que la caracteriza.
En Milano se consolida en 1986 FE Fabbrica Esperienza desarrollando un intenso trabajo en la Escuela de formación de actores y en la presentación de obras de teatro. Simultáneamente se publica “Antropología dello Spazio teatrale” que recoge el Seminario realizado por Renzo Casali sobre Método y dirección teatral en el Instituto de Antropología de Milano desde Octubre de 1985 hasta Junio de 1986.
Simultáneamente en 1986 la Comuna retoma su Sala Teatral en la cortada de San Lorenzo en San Telmo-Buenos aires- desarrollando la dramaturgia y la Escuela. Allí presentarán Wumanciú obra de Renzo Casali que también será presentada en Italia en el ex Cine Ducale de Milano.
Manteniendo el impulso generado por el Proyecto “Orizzonte 1992” se avanza firmemente en un intenso trabajo conjunto Italia/Argentina. La Comuna logra que Milano/Buenos Aires sean dos ciudades hermanadas por la actividad creativa y de amplia participación social.
Argentina está en pleno proceso de recuperación democrática bajo la presidencia de Raúl Alfonsín y avanza con dificultades para consolidar el fortalecimiento de las instituciones de la República.
En 1987 la Comuna presenta en Buenos Aires “Wisconsin” obra de Renzo Casali y en ese proceso de articulación italo-argentino construye la reseña multimedia “Wiwargentina” que anualmente presenta teatro, cine y música argentina destinado a dar a conocer en Italia lo mejor del arte argentino de autores contemporáneos. Esta Reseña se constituye en una de las mayores manifestaciones de cultura argentina proyectada hacia el exterior.
En 1988 se realiza la segunda edición de la Reseña Wiwargentina, en el teatro Municipal General San Martín de Buenos Aires se presenta “Arriba Corazón” de Osvaldo Dragún y en el Teatro Colón aporta su música el Cuarteto Contemporáneo Argentino.
El presidente de Argentina Raúl Alfonsín da su pleno apoyo a la iniciativa y en el mes de Febrero, en las vísperas de la segunda edición del Wiwargentina , recibe en la Casa Rosada -sede del gobierno nacional- con la presencia del Embajador de Italia Ludovico Incisa di Camerana, a la Comuna Baires representada por Renzo Casali y Claudio Jaccarino .
El presidente Alfonsín agradece la iniciativa y asegura todo su apoyo al proyecto de la Comuna, entendiendo que era un valioso aporte cultural en el proceso de consolidación democrática de la Argentina.
En el año 1988 la Comuna es invitada al Festival Nacional de Teatros Independientes de Argentina con la participación de 540 Grupos de Teatro. En ese Festival presentan La trama de sogas de Ricardo Massa con la dirección de Renzo Casali, la obra recibe el Premio Nacional de Teatro en Argentina. La Trama también será presentada en Milano en el mes de Abril en el marco de la Tercera edición del Wiwargentina.
Lo narrado es sólo un fragmento de una Historia de la que he sido partícipe y testigo.
En el mes de Junio de este año he podido visitar Milano y disfrutar de las actividades que desarrolla la FE Fabbrica Esperienza, ahora a cargo de Irina Casali, Dora Dorizzi y Alessandro Zatta.
La Fabrica no puede cerrar. No se puede borrar una Historia cultural tan valiosa.
No se puede negar a la ciudadanía de Milano la posibilidad de vivir una experiencia única de creatividad, de libertad, de diálogo social que ha de transmitirse de generación en generación.
Prof. Carlos López Iglesias
già professore di Filosofia
Universidad Nacional de La Plata
già professore di Filosofia dell'Arte
Universidad Buenos Aires
già Direttore Generale GreenPeace Argentina
Buenos Aires - Argentina, Diciembre 2025
Quando decidono di far chiudere un teatro, come FE Fabbrica Esperienza a Milano, commettono un gesto simile ad un nascosto omicidio, di cui le tragiche conseguenze non sono subito palpabili, ma soltanto con il passare del tempo saranno sì visibili, perché quella linfa che nutre l'animo e la psiche dell'essere umano, cioè l'arte e la cultura, verrà a mancare.
Quando ci si renderà conto per molti sarà tardi.
Dovete lasciar che la mente, l'animo dell'essere umano si nutra anche con l'arte, e soltanto così avremo una grandiosa umanità tra le persone ed eviteremo di diventare tanti blocchi di cemento, freddi, isolati ed inumani.
Nelly Irene Zita, psicologa-psicoterapeuta
La scena è luogo di incontro fra gente ancora in viaggio, voci che percorrono terreni per nulla stabili per dare forma a tutto ciò che ci definisce, una terra verso cui partire, un'altra dove ritornare e svelare le nostre paure e i nostri desideri, un luogo dove ormeggiare, finalmente:
"La Fabbrica dell'Esperienza - Comuna Baires" a Milano.
Sergio Colella, geografo umanista
L'associazione culturale, Ente del terzo Settore, Mechrì Laboratorio di Filosofia e Cultura esprime piena solidarietà a FE Fabbrica Esperienza affinché possa continuare a svolgere il prezioso lavoro culturale e artistico di cui, da anni, fa generosamente dono all'intera città di Milano e non solo.
Con profonda stima,
Il Direttivo e i Soci di Mechrì
Mechrì, Laboratorio di Filosofia e Cultura, Milano
La fabbrica dell'esperienza un luogo storico, di grande fascino, accogliente, che propone da sempre attività culturali di forte impatto sociale, fuori dagli schemi e dal coro.
La sua vivacità e indipendenza intellettuale sono un patrimonio inestimabile da conservare e valorizzare nel panorama culturale milanese.
Un luogo unico dove ti senti a casa, dove la mente e il cuore si arricchiscono e ti avvolgono in una calda sensazione di benessere.
Rosana Rosatti
Con tanta stima, affetto, riconoscenza per la cultura che promuovere e il modo di abitarla che avete e condividete, vi sostengo in questa lotta. Grazie per tutto quello che fate, grazie per il teatro che diffondete 🌱 avanti tutta!
Paola Iuvone, attrice
Ho lavorato in tanti occasioni con Irina Casali ed con suo papa stimato, Renzo Casali.
Per il suo sostegno dell'arte teatrale, Irina el suo Teatro meritano attenzione e sopratutto un posto protetto per il loro lavoro nella comunità.
Simon Furness
Attore/Insegnante
Playhouse East, Haggerston
Londra
Un appello da condividere e firmare per il mondo della cultura perché non sia sfrattata dalle logiche di profitto che hanno cambiato il volto e la natura della cittá.
Fabia Caporizzi
Alla c.a. dott. Tommaso Sacchi
Assessore alla Cultura
Comune di Milano
OGGETTO: Comuna Baires, non sfrattiamo la cultura da Milano.
Gentile Assessore Sacchi,
la notizia dello sfratto di 'Fabbrica Esperienza' dalla sede di via Brioschi 60, rappresenta un colpo durissimo alla cultura della nostra città.
Sarebbe impossibile rendere conto del lavoro (e del prestigio) che questa realtà ha rappresentato per oltre 50 anni a Milano e nel mondo: tra le tante attività, a titolo di esempio, citiamo la fondazione della Scuola
Europea di teatro, cinema e scrittura che, dal 1977, ha sede proprio a Milano grazie a Comuna Baires.
Incontri con gli autori, laboratori per i più piccoli, insegnamento di tecniche sperimentali ed innovative di recitazione: è di fatto impossibile, in queste poche righe, dare conto del lavoro, e quindi della cultura, prodotta dal teatro in oltre 50 anni di attività a Milano.
Vogliamo inoltre sottolineare che, per le notizie a nostra disposizione, lo sfratto non ha nulla che fare con una potenziale morosità verso i proprietari: il teatro, che non ha mai chiesto né preso finanziamenti
pubblici, risulta perfettamente in regola con i pagamenti dovuti.
Lo sfratto infatti, dipenderebbe dalla volontà del privato di trasformare l'attuale sede 'Comuna Baires' in edificio residenziale.
In tutta evidenza, un tema di stretta attualità proprio a Milano che, ancora una volta, ci richiama a scelte di responsabilità rispetto alla città che vogliamo costruire, vivere, abitare.
Paolo Grassi, fondatore del Piccolo Teatro di Milano, diceva: “noi vorremmo che autorità e giunte comunali, si formassero questa precisa coscienza del teatro considerandolo come una necessità collettiva, al pari di un pubblico servizio, come una metropolitana o i vigili del fuoco”.
Crediamo vada percorsa ogni possibile strada per scongiurare lo sfratto.
Nel richiedervi un intervento urgente per permettere la sopravvivenza di una realtà così preziosa,
inviamo cordiali saluti.
Il Segretario Generale CdLM Milano
Luca Stanzone,
Il Segretario Generale FP Ggil Milano, Alberto Motta
Il Segretario Generale SLC Cgil Milano
Paolo Zanetti
Milano 26 Novembre 2025
Escribo para apoyar a la Fábrica de la experiencia, un proyecto hermoso de teatro, arte, cultura, vida.
ù¿Cómo es posible que un espacio destinado a la creatividad, a la invención, al arte comunitario esté amenazado?
No es, evidentemente, un síntoma positivo de una cultura.
Deseo fervientemente que los proyectos maravillosos de la Fábrica de experiencia no sean interrumpidos. Interrumpir la producción artística es de los actos humanos más estúpidos y sin sentido. Ojalá no debamos lamentarlo.
(Scrivo per appoggiare la Fabbrica dell'Esperienza, un progetto meraviglioso di teatro, arte, cultura, vita.
Come è possibile che uno spazio destinato alla creatività, alla invenzione, all'arte comunitaria, sia minacciato?
Non è evientemente un sintomo positivo di una cultura.
Desidero fermamente che i progetti meravigliosoi della Fabbrica dell'Esperienza non siano interrotti. interrompere la produzione è uno degli atti uman più stupidi e senza senso.
Spero non dobbiamo pentircene)
Walter Omar Kohan,
profesor titular de la
Universidad del Estado de Río de Janeiro, Brasil
Abbiamo conosciuto la Comuna Baires nel 1975 a Milano. Dagli anni '70 abbiamo lasciato il lavoro e l'attività politica per tuffarci in questa avventura e da allora ci siamo immersi nella vita della Comuna Baires fino alla morte del fondatore e regista Renzo Casali. Siamo stati co-protagonisti dei quasi 40 anni di vita milanese della Comuna, vivendone fin in fondo tutte le vicende. Successivamente abbiamo seguito dall'esterno e sostenuto le attività della Fabbrica dell'Esperienza (FE), che si radica fortemente nella storia della CB e ne continua, con originalità, l'essenza di quella proposta culturale e antropologica.
Sono quindi 50 anni che la CB prima e la FE dopo, hanno offerto alla città di Milano una ricerca culturale e creativa e uno spazio, molto speciali.
Da sempre la CB ha chiesto alle istituzioni che fosse garantito uno spazio e i servizi comunicativi sulle varie iniziative. Si chiedeva cioè di non finanziare l'attività ma di offrire a tutte le realtà culturali e artistiche gli spazi, ove avrebbero operato solo grazie all'adesione e al contributo dei propri utenti.
Questo non si è avverato e la CB ha sempre autofinanziato le tante sedi milanesi con i propri sforzi senza nessun contributo delle istituzioni.
Anche la Fabbrica dell'Esperienza ha pagato l'affitto regolarmente a proprie spese per creare uno spazio culturale, artistico, di ricerca, di incontro e confronto di altissimo livello, senza nessun contributo istituzionale. Ora su questo spazio incombe il grave rischio della chiusura e ciò sarebbe una perdita inenarrabile per la città. E non solo per Milano.
Non si può chiedere a degli artisti, agli intellettuali, ai ricercatori di essere degli economisti e degli imprenditori o di adeguarsi a clichè vendibili, per questo è necessario che sia offerto loro uno spazio affinché possano agire, possano fare il loro lavoro culturale.
Di fronte alla crisi di civiltà e al cambiamento d'epoca che stiamo vivendo, più che mai la cultura e la creatività hanno una funzione vitale di sopravvivenza: offrire una narrazione inedita, non scontata, che va ricercata con grande onestà intellettuale e gratuità del cuore. Occorre una narrazione che ci permetta di affrontare le grandissime sfide del presente. Si rende più che mai necessaria oggi una ricerca profonda, che si interroghi: chi siamo? Quale civiltà vogliamo creare?
In questo il teatro ha una funzione tutta speciale, perché come in un laboratorio mette sotto la lente di ingrandimento la persona, nella sua totalità, e le contraddizioni della nostra società. Perché il teatro è un laboratorio sociale, antropologico, filosofico in cui tutto l'umano viene sviscerato, guardato e ingrandito per conoscerlo e per capire: che fare? Temi che sono stati oggetto anche degli incontri filosofici svolti alla FE con docenti universitari e intellettuali.
Si tratta infatti di raccogliere l'eredità più preziosa del passato, custodirla, traghettarla nella nuova epoca.
L'Officina delle Impronte e il Laboratorio di Cromografia (arti figurative), che dirigiamo, hanno preso vita trent'anni fa', proprio dentro il teatro della CB.
Per motivi di spazio nel 2012 abbiamo dovuto trovare una localizzazione diversa dalla FE. Ma anche noi ci siamo trovati di fronte a questa stessa lotta per la sopravvivenza, disperdendo preziose energie sul puro mantenimento di spazi anziché lavorare fino in fondo sull'aspetto creativo e culturale che ci compete.
Il nostro appello è quindi rivolto alle persone perché si facciano protagonisti nel solidarizzare con la Fabbrica dell'Esperienza ed è rivolto alle Istituzioni perché offrano uno spazio adeguato a questa ricerca, oggi più che mai necessaria, imprescindibile.
Teresa Ricco, per
l'Officina delle Impronte, Milano
Claudio Jaccarino, per il
Laboratorio di Cromografia,- Milano


